Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 5 febbraio 2026, ha approvato lo schema di decreto legislativo per l’attuazione della Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, introducendo nuovi obblighi per i datori di lavoro pubblici e privati e specifiche sanzioni in caso di violazioni.
La normativa si applica ai rapporti di lavoro subordinato, inclusi part-time e dirigenti, mentre restano esclusi apprendistato, lavoro domestico e lavoro intermittente.
Tra le principali novità vi sono gli obblighi di trasparenza già nella fase di selezione. Negli annunci di lavoro dovranno infatti essere indicati la retribuzione iniziale o la relativa fascia retributiva prevista per la posizione offerta, sulla base di criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere. Sarà inoltre vietato richiedere ai candidati informazioni sulle retribuzioni percepite nei precedenti rapporti di lavoro.
Durante il rapporto di lavoro, i dipendenti avranno diritto a conoscere i criteri utilizzati per determinare retribuzioni, livelli salariali e progressioni economiche, nonché a richiedere e ricevere per iscritto, entro due mesi, informazioni sui livelli retributivi medi, distinti per sesso, relativi a lavoratori che svolgono attività equivalenti. I datori di lavoro saranno inoltre tenuti a informare annualmente il personale circa l’esistenza di tale diritto e le modalità per esercitarlo.
La normativa vieta inoltre le clausole di riservatezza retributiva che impediscono ai lavoratori di divulgare informazioni sulla propria retribuzione
Per le aziende con almeno 100 dipendenti sono previsti specifici obblighi di rendicontazione sul divario retributivo di genere, e qualora emerga una differenza retributiva pari almeno al 5% non giustificata da criteri oggettivi, il datore di lavoro dovrà procedere a una valutazione congiunta delle retribuzioni insieme ai rappresentanti dei lavoratori, adottando eventuali misure correttive.
Soglie e scadenze:
- Aziende con almeno 250 dipendenti: raccolta dati entro il 7 giugno 2027 e successivamente ogni anno.
- Aziende tra 150 e 249 dipendenti: raccolta dati entro il 7 giugno 2027 e successivamente ogni tre anni.
- Aziende tra 100 e 149 dipendenti: raccolta dati entro il 7 giugno 2031 e successivamente ogni tre anni.
Le violazioni dei diritti previsti dal decreto saranno soggette alle tutele giudiziarie e alle sanzioni previste dal Codice delle Pari Opportunità (D.Lgs. 198/2006).